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venerdì 13 gennaio 2012

Una birra con...Maria Pia De Vito


Vincitrice del Top Jazz 2011 è Maria Pia De Vito che beve con noi la birra di questa settimana... Enjoy!







Luogo di nascita: 
Napoli

Eta’:
51

Vivi a?
 Roma

Birra preferita: 
Tennents, al momento

Vino Rosso o Bianco? 
entrambi. Un Terre Bianche d’estate , un Aglianico d’inverno.

Piatto preferito; 
Parmigiana di melanzane alla De Vito 

Colore preferito:  
Tutti i colori e tutte le nuances 

Squadra del cuore: 
Napoli  forever

Il disco che ti ha fatto innamorare del Jazz:
troppi da elencare. I primi dischi di jazz che ho comprato sono stati una raccolta di Ella Fitzgerald, un disco Azimuth  di Azimuth (Norma Winstone, John Taylor, Kenny Wheeler ), Night Passage dei Wheather Report e My favourite things di Coltrane. Mi è praticamente esploso il cervello.

Il Jazzista che più ti ha ispirato:
Ho cominciato per via di Ella Fitzgerald e il suo contagioso divertimento nell’improvvisare…
poi Bill Evans, Miles, Wayne Shorter, etc etc etc

Quale musica da ascoltare oltre al Jazz? 
Tutta

Ultimo libro letto:
L’amica geniale di  Elena Ferrante

Libro indimenticabile:
L’ultimo testamento della sacra Bibbia di  James Frey

Ultimo film visto:
This must  be  the place di Sorrentino

Film indimenticabile:
Tanti…uno a caso :  Il cielo sopra Berlino  di Wenders

Citta’ o Campagna:
Mare e città, poi campagna.

 Il tuo primo progetto:
Cantare e scrivere per tutta la vita

Il tuo progetto attuale:
Cantare ,comporre e scrivere  per il resto della vita
  
Progetto sogno nel cassetto:
 I miei sogni si aggiornano continuamente. Quello che rimane nel cassetto diventa stantìo…
                   
                                          









giovedì 5 gennaio 2012

Una birra con... Enzo Zirilli

Ecco il nostro nuovo protagonista dopo la pausa natalizia.  Enzo Zirilli, del quale vi abbiamo parlato da pochissimo per il bellissimo concerto a Torino, in Trio con la pianista inglese Kate Williams.  Batterista, percussionista, è uno dei nostri musicisti italiani che si sono spostati a lavorare all' estero (purtroppo per noi, ve lo garantiamo), vive e suona (tantissimo) a Londra.  Ha collaborato con grandissimi musicisti, italiani ed europei, e il suo progetto "Radio Londra" (un concerto al mese a Torino al FolkClub o alla Maison Musique, ci permette di conoscere artisti molto noti oltremanica e da noi ancora non conosciuti).  Fatevi un giro sul suo sito! E su youtube.  E naturalmente, leggetevi la sua intervista con noi! Eccola qua sotto, D&D





Eta’:
46..


Vivi a?
 Londra

Birra preferita:
Le Baladin

Vino Rosso o Bianco?
 Rosso

Piatto preferito;
 difficilissimo..Pasta e ceci e' sul podio pero'..

Colore preferito:
 Blu

Squadra del cuore:
Due in realta'..Il Brasile del 1970 e l'Olanda del '74..erano cosi' romantiche..

Il disco che ti ha fatto innamorare del Jazz:
 Moanin di Art Blakey and the Jazz messangers

Il Jazzista che più ti ha ispirato:
 Charles Mingus

Quale musica da ascoltare oltre al Jazz?
I Beatles e la musica classica

Ultimo libro letto:
Sto cercando di sormontare Viaggio al termine della notte di Celine

Libro indimenticabile:
troppi...pero' L'isola del tesoro, Delitto e Castigo e La versione di Barney.. . la Floris lo sa!

Ultimo film visto:
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto..per la trentesima volta..


Film indimenticabile:
 C'era una volta in America

Citta’ o Campagna:
Citta'

Il tuo primo progetto:
 Scenario, Jazz The Beatles

Il tuo progetto attuale:
Scenario, Let it Beatles(ten years after..)

Progetto sogno nel cassetto:
Suonare Jazz con I musicisti che amo di piu'.






martedì 3 gennaio 2012

JazzDaniels segnalano: Claudio Filippini Trio, "The Enchanted Garden" il 4 gennaio a Pineto, il 5 gennaio a Roma alla Casa del Jazz

Claudio Filippini presenterà domani 4 gennaio a Pineto  (TE) e dopodomani a Roma alla Casa del Jazz il suo nuovo cd "Enchanted Garden" , con il suo Trio che vede al pianoforte lo stesso Filippini, al contrabbasso Luca Bulgarelli, alla batteria Marcello Di Leonardo.  



Filippini lo abbiamo ascoltato dal vivo a Firenze durante il suo concerto in piano solo insieme ad Enrico Pieranunzi, e qui nel nostro blog troverete la recensione proprio a "The Enchanted Garden". E' a ragion veduta che quindi vi consigliamo di andarlo a sentire, se potete:  è un musicista creativo, poetico ed intenso, e dal vivo ha una capacità comunicativa veramente notevole.  Ecco il comunicato stampa.  La foto nel comunicato stampa  è di Andrea Boccalini. Le altre foto sono della Crevena! D&D


CLAUDIO FILIPPINI
IN CONCERTO ALLA CASA DEL JAZZ
presenta
“The Enchanted Garden”

Claudio’s improvisations reveal to us a language of beauty, generating music of such density and intensity… Bravo!
(Enrico Pierannunzi)


Il talentuoso pianista pescarese che sta riscuotendo grandi consensi di pubblico e critica sarà in concerto giovedì 5 gennaio alla Casa del Jazz per presentare il suo ultimo lavoro “The Enchanted Garden”, da cui è estratto il singolo Flying Horses.




The Enchanted Garden conferma il talento di Filippini che in molti avevano già notato da tempo; prima fra tutti, la CamJazz, che ha puntato sul giovane pianista pescarese licenziando questo lavoro a settembre 2011.

Claudio Filippini, classe 1982 e già diversi dischi alle spalle, custodiva nel cassetto il desiderio di realizzare questo progetto con il trio di sempre. Un sodalizio, nato sette anni fa in un jazz club durante un concerto improvvisato, che porta la firma anche del contrabbassista Luca Bulgarelli e del batterista Marcello Di Leonardo.
In questo disco si respira tutta la libertà creativa di Filippini, quella libertà non vincolata da compromessi dettati dal mercato, ma che dimostra quella volontà ineluttabile di manifestare il proprio sentire e la propria musica.
Tutto questo Filippini lo fa aprendo i confini della sua arte, mostrandoci il suo “giardino incantato”.
La meraviglia di un ascolto, un linguaggio moderno e personale al midollo; The Enchanted Garden, questo il titolo del disco, è un piccolo gioiello.
Intrigante negli sconfinamenti dal sapore rock, ammaliante nelle ballad e nei mid tempo, Filippini, a dispetto dell’età, è un musicista maturo, intelligente e capace. Un artista che sa dare, attraverso la scrittura, una profondità unica a una tecnica pianistica solida e sopraffina. Un linguaggio jazzistico che farà parlare molto di sé, ben oltre i confini nazionali.

Claudio Filippini pianoforte, tastiere
Luca Bulgarelli contrabbasso
Marcello Di Leonardo batteria

Giovedì 5 gennaio 2012
Casa del Jazz – Ore 21,00
Viale di Porta Ardeatina, 55
Ingresso 10 euro


Ufficio Stampa Claudio Filippini
Guido Gaito
3290704981 – 0643416552

Ufficio Stampa Cam Jazz
Maurizio Quattrini
338.8485333








venerdì 30 dicembre 2011

Una birra con... Kate Williams

Kate Williams, pianista - jazzista Londinese.  La pubblichiamo subito dopo avervi parlato del concerto che abbiamo seguito a Torino per la rassegna "Radio Londra", organizzata dal batterista Enzo Zirilli.  Qui l' articolo sul concerto e qui di seguito (in italiano e anche la english version) le nostre oramai 19 domande! E' un bel modo di conoscere un' artista britannica che speriamo di ascoltare sempre più spesso qui in Italia, non credete?  ecco quindi a voi... Kate Williams! D&D 




Luogo di nascita:
Londra

Eta’: 
46

Vivi a?
Londra

Birra preferita:
Non bevo molto e preferisco whisky o vodka

Vino Rosso o Bianco?
Dipende dal tipo di vino – Entrambi.. ma preferisco wisky o vodka!

Piatto preferito:
Alcuni tipi di piatti misti del medio oriente(dove si assaggia un po’ di tutto)

Colore preferito:
Viola

Il disco che ti ha fatto innamorare delJazz:
 Wes Montgomery  with Wynton Kelly Trio – Smokin’ At The Half-Note

Il Jazzista che più ti ha ispirato:
Bill Evans

Quale musica da ascoltare oltre al Jazz?
Ravel, Bach, Chopin, Stevie Wonder, The Beatles

Ultimo libro letto:
Il lupo e il filosofo – lezioni di vita dalla natura selvaggia – Mark Rowlands

Libro indimenticabile?
Grandi Scimmie – Will Self

Ultimo film visto:
Brian di Nazareth – Monty Python

Film indimenticabile?
I soliti sospetti – Bryan Singer

Citta’ o Campagna?
Impossibile scegliere, mi piacciono entrambe

Quale sport ti piace?
Il ping pong

Il tuo primo progetto:
Il mio trio

Il tuo progetto attuale:
Il mio settetto

Progetto sogno nel cassetto: 
Comporre musica per big band



 ENGLISH VERSION

Place of birth
London
                         
Age
46

Where do you live? 
London

What is your favourite beer?  
I don’t drink much, but prefer whisky or vodka
         
Red or white wine? 
It depends on which wine – both, but prefer whisky or vodka!

What is your favourite meal? 
Some sort of middle eastern mezza meal (where you get a little bit of everything)
            
Favourite colour:
Purple

What is the record that made you fall in love whith jazz? 
Wes Montgomery with Wynton Kelly Trio – Smokin’ At The Half-Note
        
Who is the jazz musician who inspired you most?
Bill Evans

Apart from Jazz, what kind of music do you enjoy listening? 
Ravel, Bach, Chopin, Stevie Wonder, The Beatles

Last book read: 
The Philosopher And The Wolf by Mark Rowlands

An unforgettable book: 
The Great Apes – Will Self

Last movie seen:
The Life Of Brian

An unforgettable movie:
The Usual Suspects

City or countriside? 
Impossible to choose – I like both!
                                       
What sport do you like? 
Table tennis

Your first project:
 My own trio

Your actual project: 
My septet

The project of your dreams:
To compose music for big band





giovedì 29 dicembre 2011

Delicata, intensa forte Kate Williams a Torino, rassegna Radio Londra


Folk Club, venerdì 16 dicembre 2011


Kate Williams, pianoforte
Mauro Battisti, contrabbasso
Enzo Zirilli, batteria



Non si rileverà mai abbastanza quanto prezioso sia il progetto “Radio Londra” che il nostro batterista Enzo Zirilli, stabilmente e fruttuosamente stabilitosi a Londra oramai da anni, porta con passione in Italia, forte dell’appoggio di Davide Valfrè e Paolo Lucà, che offrono i loro spazi  “Folk Club” e "Maison Musique" affinchè si svolgano concerti importanti per conoscere artisti che suonano oltremanica e che da noi non sono quasi per niente conosciuti.  E’ valsa la  pena dunque di spostarsi da Roma e Bergamo per arrivare a Torino, città oramai in fermento per quanto riguarda il Jazz – fortunatamente, aggiungo, e ascoltare musica di alto profilo in uno spazio adatto a questo tipo di concerti.    Il clima che si crea è confidenziale, la musica scorre avvolgente e chi ascolta è dentro al Jazz, parla con i musicisti, viaggia insieme con loro nei suoni come raramente capita nei Jazz club, anche quelli più intimi.




E’ ciò che è accaduto per il concerto del 16 dicembre: protagonista la pianista Londinese Kate Williams: figlia d’arte, suo padre, John Williams è chitarrista classico, molto conosciuta in Gran Bretagna, è stata per il pubblico presente a “Radio Londra” una piacevolissima sorpresa.  Da subito è stato evidente il feeling – quello che è definito con l’abusato ma efficace termine di “Interplay” tra lei, Enzo Zirilli e il contrabbassista Mauro Battisti.  Un trio che ha impostato il concerto su un dialogo morbido, raffinato eppure - attenzione – tutt’altro che etereo o evanescente, o “volatile”. 



Intanto Kate Williams ha una vena compositiva particolarmente originale e ricca di suggestioni.  Il brano che ha aperto il concerto “Pelagic”, sapientemente costruito con onde dolci di accordi tra mano destra e sinistra alternato a uno sviluppo prettamente jazzistico di sapore evansiano, ha subito dato l’ impressione di una ricchezza d’idee e di una capacità di plasmare la materia sonora notevole, già a livello di scrittura… e poi però il pezzo la Williams lo ha modellato con un approccio al pianoforte molto particolare.  Kate Williams ha certamente un tocco molto femminile.  Ma non si legga questo aggettivo banalmente come “delicato”, o “romanticamente connotato” o peggio solamente “dolce”.  Kate Williams è tutto questo ma come ogni donna è anche forte, intensa, determinata e – non ultimo- complessa.  Nulla di semplice, anche nella sua rilettura di standard molto classici come Detour Haed, ad esempio:  introduzione dolce e frammenti del tema solo accennati fino all' entrata di batteria e contrabbasso, uno svolgimento inaspettato e molto suggestivo e personale.  Il che è accaduto anche in brani come  “Photograph” di Jobim,  o “Go down Moses”,  gospel in tema con il clima Natalizio di dicembre.  Un jazz dunque in alcuni momenti classicamente incastonato nel mainstream, in altri creativamente riletto con un uso originale delle dinamiche, o delle trovate armonico – melodiche, in un equilibrio sempre di buon gusto e indubbia raffinatezza stilistica. Ma la dice lunga anche la scelta di brani non semplici come “Black Mail” di Wayne Shorter  o “Lennie’s Pennies” di Lennie Tristano, incalzanti, frenetici, difficili eppure scorrevoli e godibili.


Kate Williams ha trovato in Enzo Zirilli e Mauro Battisti due sensibilissimi compagni di viaggio.  Il primo – che con lei a Londra aveva già suonato, è batterista che è esatto definire “lirico”. Zirilli ha un suono ben chiaro nella mente e quello vuole e, determinato come non mai, quel suono ottiene con le bacchette particolari e personalissime che esattamente lo riproducano.  Dialoga continuamente, proficuamente con pianoforte e contrabbasso, mira sempre a una sonorità complessiva equilibrata e generosamente esalta le qualità della pianista, che sono molte, alcune di assoluta evidenza, altre da evocare delicatamente perseguendo proprio quella sonorità unica che evidenzia e che mette in luce.








Lo stesso si può dire di Mauro Battisti: elemento nuovo in questo Trio, ma perfettamente a suo agio sia nei brani più energici sia in quelli più morbidamente evocativi, ha mostrato grande sensibilità sia nell’accompagnare, sia nei momenti di suono in Trio pieno, sia nei soli – in cui si è notata un’attenzione a ogni sfumatura dinamica e di fraseggio, sapendo garantire un apporto granitico, o leggero, o intenso, secondo i momenti, in un concerto per lui totalmente improvvisato, preceduto solo da un’ora di prove… e cosa è il Jazz se non (anche) improvvisazione e sensibilità reciproca?





In bocca al lupo a Radio Londra e a Enzo Zirilli: la musica e i musicisti da conoscere sono ancora tanti, e il valore aggiunto, in un panorama spesso denotato da un certo egoismo, è che un musicista promuova musicisti che non siano…. se stesso.