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martedì 5 novembre 2013

AMIRI BARAKA al Teatro Manzoni di Milano, per "Aperitivo in Concerto": le foto di Daniela Crevena

Le bellissime immagini di un evento irripetibile svoltosi domenica 27 ottobre al Teatro Manzoni, per la rassegna Aperitivo in Concerto.

Un poeta, i suoi musicisti, un 'atmosfera che speriamo vi arrivi da queste foto scattate dalla Crevena. Lo sapete... la musica è bello anche guardarla! E qui c'è anche la poesia.  D&D
·         voce Amiri Baraka
·         sassofono contralto René McLean
·         pianoforte D. D. Jackson
·         contrabbasso Calvin Jones

·         batteria Pheeroan AkLaff

AMIRI BARAKA



RENE' MCLEAN


D.D.JACKSON

CALVIN JONES

PHEEROAN AKLAFF



























martedì 29 ottobre 2013

Singin’ Ornette – Barbara Raimondi 4tet al Folk Club per Radio Londra

Torino, Folk Club, 26 ottobre 2013

Rassegna “Radio Londra”

Barbara Raimondi, vocals
Tony Kofi, sax
Furio Di Castri, contrabbasso
Enzo Zirilli, batteria


Cantando Ornette Coleman



Articolo Daniela Floris 

Foto di repertorio Daniela Crevena

BARBARA RAIMONDI

Come si fa a rendere cantabile Ornette Coleman, il sax del Free Jazz, che tra i primi ha destrutturato melodia ed armonia in favore di una totale libertà espressiva?
E’ semplice, anzi non lo è.
Ci vuole una cantante che che sia  musicista e Jazzista. che conosca bene ed ami Ornette Coleman. Che sappia non solo cantare ed interpretare i suoi temi certamente non semplici, e i suoi arditissimi soli, ma che decida di trascriverseli, di dar loro parole rendendoli veri e propri brani. Che ne ipotizzi un arrangiamento senza strumento armonico (in stile ornettiano) – il che è un’ ulteriore prova di bravura, perché i fattori di cui tener conto perché alla fine il progetto non risulti ostico sono tantissimi.
Questa musicista così ambiziosa eppure così umile nell’ approcciarsi ad un gigante del Jazz c’è, ed è Barbara Raimondi, che per ben due anni ha curato amorevolmente un progetto che è diventato cd: “Singin’ Ornette” , presentato al Folk Club di Torino in occasione dell’ apertura della preziosa Rassegna “italo – britannica” voluta dal batterista Enzo Zirilli.




Il risultato di tutto questo lavoro si è percepito in tutto il suo valore proprio nel bellissimo concerto live al Folk Club.: intenso, divertente e (appunto) tutt’ altro che ostico. Difficile, ma non ostico. “Canzoni Free”, energiche ma anche dolci, fluide, una rivisitazione di Coleman del quale,  per un piccolo miracolo di bravura si  riesce ad esaltare un inusuale aspetto melodico pur senza snaturarne l’ aspetto più squisitamente “Free”.   Merito innanzitutto della voce di Barbara Raimondi, dal timbro dolce e pieno di sfumature sottili ma anche potente, tanto da poter duettare con un sax senza esserne fagocitata (natura e tecnica in un mix perfetto): una voce capace di rendere armonici ed armoniosi anche temi  che sarebbero di per se piuttosto aspri dal punto di vista dell’ andamento ritmico - melodico.   I duetti con il sax del bravissimo Tony Kofi (che con Ornette ha collaborato, e del quale dunque conosce il suono non solo per averlo studiato o ascoltato), sono dovuti ad una scelta stilistica precisa: i due procedono all’ unisono durante la presentazione e la riproposizione dei temi, rendendone  ancora più chiaro ed intellegibile l’  andamento. Oppure si sdoppiano omoritmicamente, dando luogo a bicordi che ricostruiscono l’ ambito armonico “mancante”,  fornendo (insieme al prezioso Furio Di Castri) i punti di riferimento necessari alla esatta percezione  di ciò che sta accadendo  musicalmente.

ENZO ZIRILLI

FURIO DI CASTRI 

TONY KOFI (Foto NON Crevena scattata da Floris con Iphone)

Quando Kofi esplode nei suoi soli (in clima ornettiano ma con stile personalissimo)  e la voce tace, Di Castri garantisce il necessario e fondante apporto armonico dando continui punti di riferimento ma allo stesso tempo disegnando vere e proprie linee melodiche che si intrecciano con le  note del sax. Ed è un piacere anche ascoltare le ondate dinamiche create dal dialogo accattivante tra batteria e sassofono:  quando Kofi intensifica i fraseggi, durante i suoi soli, Zirilli è lì che sottolinea e offre ulteriori spunti intensificando il suo drumming . Quando l’ intensità si ammorbidisce, i battiti diventano più rarefatti. Nessuno dei due prevarica sull’ altro, ed il risultato è un suono energico ma elegante .
Quasi una quadratura del cerchio, "Singin’ Ornette", da ascoltare con grande attenzione.
Radio Londra al Folk Club comincia bene: e continuerà una volta al mese con ospiti provenienti dalla Gran Bretagna. Tenetevi aggiornati, se vi piace il Jazz,  perché ne vale la pena!













lunedì 7 ottobre 2013

CHRIS POTTER Underground al BLUE NOTE di Milano. Le foto di Daniela Crevena

Guardate la musica con noi? Approfittando degli scatti di Daniela Crevena, che è stata a Milano, il 25 settembre 2013, al Blue Note per ritrarre Chris Potter in quartetto.

Ecco la formazione completa:

Chris Potter sax
Adam Rogers chitarra
Fima Ephron basso
Nate Smith batteria

Le atmosfere del Jazz si percepiscono, con le foto. W il Jazz! D&D 




CHRIS POTTER Underground Quartet

CHRIS POTTER

CHRIS POTTER


NATE SMITH

ADAM ROGERS

NATE SMITH

NATE SMITH

FIMA EPHRON

ADAM ROGERS

FIMA EPHRON

CHRIS POTTER




NATE SMITH











mercoledì 21 agosto 2013

Una serata al Fano Jazz by the sea!

Fano Jazz: un Festival che anche quest' anno è arrivato a realizzarsi sul filo del rasoio della crisi economica (e culturale), e anche quest' anno ce l' ha fatta. Per fortuna, possiamo dirlo? No, per l' impegno profondo degli organizzatori:  l' eroico Adriano Pedini, direttore artistico  che non molla mai, e che ha portato sul palco anche stavolta sul palco concerti di pregio nonostante tutto. L' instancabile Viviana Bucci alle pubbliche relazioni.  I Festival non sono tutti uguali.  Alcuni procedono d' ufficio, vanno avanti con finanziamenti sicuri, e, pur risentendo della "congiuntura" sono appuntamenti fissi.
Altri ogni anno devono stringere i denti, organizzarsi, patire l' ansia di non farcela: quando ce la fanno è una vittoria non solo per le associazioni, o i piccoli comuni che li hanno organizzati, ma per la cultura, per il Jazz, per il pubblico. Lunga vita dunque a Fano Jazz, festival oramai storico (anche se non procede d' ufficio), dalle location suggestive (la corte Malatestiana ma quest' anno anche la chiesa di San Francesco), in cui ascoltare musica è un piacere, e dove l' atmosfera è particolarmente vibrante.

Ho preso la macchina da Roma apposta per andare a Fano, e come ogni anno ne è valsa la pena.
Il concerto era quello di Trilok Gurtu, e qui ve ne do' conto.  Le foto di Gurtu sono di Daniela Crevena, ma scattate a Perugia non più di due settimane prima.  







TRILOK GURTU BAND - Spellbound

Corte Malatestiana, ore 21,15

Trilok Gurtu - percussioni, voce; 

Frederic Köster - tromba; 
Jonathan Ihlenfeld Cuniado - basso elettrico,contrabbasso;
Tulug Tirpan - pianoforte, tastiere

Un omaggio a Don Cherry, un affettuoso tributo reso da questo strumentista versatile e culturalmente "ecumenico", che nel suo album da poco uscito annovera grandi trombettisti tra cui Akinmusire, Fresu, Molvaer e molti altri.
Il concerto comincia in modo suggestivo,l' atmosfera ci porta in oriente, e non solo per il suono delle percussioni, dal ritmo incalzante ed inequivocabile, ma anche per quei suoni pieni e sospesi, tutti sulla settima di dominante. Ma l' Oriente è solo una delle suggestioni che questo batterista - percussionista indiano decide di far librare nell' aria.
I suoi concerti sono sempre una sapiente mescolanza di musiche, ritmi, armonie - ma non parliamo di fredde citazioni cucite "a patchwork", in sequenza "strappa applausi", tanto per stupire.
Parliamo invece di fantasia, capacità espositiva, di tessuto armonico tanto variegato quanto sfumato, in cui non si percepiscono bruschi passaggi da un suggerimento all' altro. Si fluttua: tra accordi blues, momenti di quasi silenziosa tensione, piccoli stop times, soli di percussioni e scat, acrobazie alla batteria, dialoghi tra batteria e il poderoso ma elegante pianoforte di Tirpan, percussioni e tromba, momenti quasi fiabeschi e episodi di vero e proprio funky: per passare alla musica psichedelica, e magari tornando di nuovo al tema iniziale e rifare tutto daccapo.
Koster alla tromba si cimenta con brani di Miles, Gillespie, Cherry, senza alcuna difficoltà, ottimamente supportato da Cuniado e Tirpan.  Interplay, fantasia e sicuramente un leader, Gurtu, carismatico, trascinante, che l' interplay sa coltivarlo ed incoraggiarlo.
Parla e scherza con il pubblico, Gurtu, ma quando suona non scherza affatto. La sua mano si divide in settori, una parte strofina, le dita tamburellano, le pelli si accendono di battiti e vibrazioni, sembra di udire un contrabbasso ma Cuniado è al basso elettrico, e sembra anche che ora taccia come è possibile? E' possibile perchè quel suono è Gurtu che lo produce: eppure non c'è nulla di circense in quella performance.

Poco più di un' ora di musica (alle 23 c'è il concerto alla chiesa di San Francesco) in cui ogni secondo è denso di.. musica. Gli applausi sono entusiastici e, bisogna dirlo, meritatissimi.    




MARCO PACASSONI QUARTET


Marco Pacassoni: vibrafono

Enzo Bocciero, pianoforte - tastiere

Lorenzo De Angeli, basso elettrico
Matteo Pantaleoni: batteria, percussioni

Padronanza tecnica, dinamiche curatissime, un suono garbato, ricerca raffinata di atmosfere tenui ma anche sinuose, in una cornice bellissima quale questa chiesa diroccata con luna splendente sopra il palco: Marco Pacassoni ha suonato musica quasi tutta originale dimostrando un amore incondizionato per il suo strumento, il vibrafono, che di certo padroneggia con disinvoltura in maniera anche piuttosto espressiva.
E' di Fano Pacassoni, è un prodotto del territorio, ed è giusto che emergano giovani musicisti da ogni angolo d' Italia, valorizzati in loco durante  festival in cui gli organizzatori sono giustamente orgogliosi della loro musica e la propongono promuovendola .
Uno "Spain" di Chick Corea eseguito alla perfezione (in omaggio al grande Gary Burton) dimostra una grande competenza tecnica. Ottimo interplay con Bocciero, De Angeli e Pantaleoni. Un bel concerto in un posto magico. 



martedì 20 agosto 2013

Il nostro report per Jazzitalia di UMBRIA JAZZ 2013

Se vi fosse sfuggito questo è il nostro report per Jazzitalia dei cinque giorni passati ad Umbria Jazz.

Leggerete e guarderete sui concerti di Diana Krall, Igor Butman e Moscow Orchestra, Jan Garbarek con Trolok Gurtu, Paolo Fresu ed Omar Sosa, Keith Jarrett (???????!!!) , Eduardo De Crescenzo, Renato Sellani e Danilo Rea, Giovanni Tommaso Quintet, Gabriele Mirabassi ed Edmar Castaneda, John Legend, Mario Biondi, Pino Daniele, Roberto Gatto Trio.

Parole di Daniela Floris, foto di Daniela Crevena.  D&D

Cliccate QUI 

mercoledì 10 luglio 2013

UMBRIA JAZZ 2013 in pillole! Lunedì 9 luglio, quinto e ultimo giorno


Sveglia presto anche stamattina. Colazione: accesso negato. La cucina del B&B nel quale alloggiamo (mai più prenoteremo alla cieca! )  è invasa da piatti, teglie, bicchieri, tazzine rimasugli di cibo della sera prima: il padrone di casa è all’ estero, ci aveva avvisato che sarebbe partito, ma non che ci avrebbe lasciato piatti da lavare. Che non laviamo ovviamente. 




 La Crevena deve fare una puntata a Roma in mattinata, e parte di buon’ ora. La Floris rimane a lavorare. Primo impegno? Piacevole ,un pranzo con gli amici fotografi Riccardo Crimi, Michele Cantarelli e Valentina Fantasia Di Marzo.  Appuntamento alle 13.  Dopo pranzo un salto veloce al sound check al Teatro Morlacchi (la Crevena è ancora in autostrada) per salutare Gabriele Mirabassi che suonerà alle 17 con il fuoriclasse dell’ arpa Edmar Castaneda.

Il concerto comincia puntuale e ci siamo entrambe, con Nikon e taccuino. Incantevoli le note di questi due artisti che rapiscono il pubblico con le loro sottigliezze, con la loro maestria, con la loro musica intensa, e dolce, e allegra anche.  “Sappiamo che siete provati, con noi potete fotografare, potete respirare!” esclama Mirabassi riferendosi ai capricci da contratto di Jarrett: e il pubblico applaude ridendo.

Al termine del concerto incontriamo Roberto Gatto, che sarà il protagonista del concerto di mezzanotte. Chiacchiere, una cena velocissima e siamo all’ Arena in tempo per il concerto di Pino Daniele, applauditissimo, che canta alternandoli i suoi successi “storici” e quelli più recenti.






 Il pubblico canta con lui e anche Mario Biondi (prima di andare sul palco per il proprio spettacolo) canta insieme a lui: “Je so’ pazzo”!

Un cambio palco brevissimo ed ecco Mario Biondi con la sua band strepitosa di super Jazzisti. Un concerto pieno di energia, arrangiamenti impeccabili, la voce inconfondibile di un crooner di livello e musicisti di classe che tengono la scena e fanno la differenza. Pop? Non solo pop. Di sicuro bella musica e un groove pazzesco. Bravi!




Di corsa al Morlacchi per l'appuntamento di mezzanotte dove assistiamo ad un bel concerto di Roberto Gatto con il suo Perfect Trio. Musica elettronica e batteria , ma anche un efficace intreccio con il pianoforte di Santimone per un’ ora e mezzo di suggestioni nuove, fascinose, tanto che pur se a notte fonda il pubblico reclama il bis.





Finisce qui la nostra presenza di quest’ anno ad Umbria Jazz.  Siamo ripartite stamattina prestissimo, e torniamo alla vita quotidiana come si dice…. Stanche, ma felilci.
Ora lavoriamo (ne abbiamo da fare!) per il nostro report che troverete su Jazzitalia e che vi segnaleremo non appena verrà pubblicato. W il Jazz! D&D







martedì 9 luglio 2013

UMBRIA JAZZ 2013 in pillole! domenica 7 e lunedì 8 luglio, terzo e quarto giorno.

Si dorme sempre meno e si ascolta sempre più musica qui a Perugia! Concerti, interviste, salite, discese,  incontri, sound check si susseguono senza sosta ma l' atmosfera è bella e noi oramai qui di casa. E' domenica ma un po' la cognizione delle giornate si perde, per noi è il terzo giorno qui. Ci incontriamo con Gabriele Mirabassi che ci parlerà un po' del clarinetto, un pranzo veloce e poi il sound check del concerto di Paolo Fresu e Omar Sosa. Il palco è pieno di fotografi, Sosa al pianoforte testa il suono ache delle sue tastiere. Poco dopo arriva Fresu, sono rodatissimi, non c'è bisogno di tante prove. 


Teatro Morlacchi "sold out" ed il loro concerto fatto di sonorità suggestive è un trionfo, pubblico addirittura in piedi, standing ovation! Due musicisti che sul palco parlano pochissimo ma comunicano con la platea attraverso la loro musica. Veri e proprio beniamini.
Di certo non altrettanto si può dire dell' artista che li segue all' Arena Santa Giuliana per il concerto delle 21. Keith Jarrett torna a Perugia dopo lo strappo con Umbria Jazz nel 2007, e torna - prevedibilmente - nelle vesti di Keith Jarrett. Inutile mostrarsi sorpresi, o notarne il comportamento come se fosse anomalo: nulla di nuovo, potremmo definirlo un "impiegato del capriccio" tanto che viene anche in mente che molti paganti siano lì per assistere ai suoi strappi più che ascoltare la sua musica. La foto che possiamo mettere è questa


che non è distante dalla realtà.  Jarrett suona il primo set di spalle e con il palco al buio. Suona essenzialmente standard, benissimo naturalmente.  Ci dicono (ce ne siamo andate prima della fine) che ringrazia il pubblico inchinandosi di spalle mostrando dunque le terga. Le follie di un genio? Genio della musica di certo. In quanto a trovata pubblicitaria, non ne siamo convinte. Trite e ritrite queste pseudo fissazioni. Si parla di lui certo, ma male. Ci dicono che è stato fischiato molto al termine del concerto. Comunque notiamo che anche il pubblico, sapendo che l' artista in questione per contratto non suonerà se vedrà telefonini accesi, potrebbe risparmiarsi di mostrare i telefonini: provocazioni gratuite che innescano un processo forse voluto: daje facce vede che t' inventi, a Jarrett!

Con calma dunque e con largo anticipo andiamo al Morlacchi dove assistiamo al piacevole concerto di Eduardo De Crescenzo, accompagnato da fior di Jazzisti quali Pietropaoli al contrabbasso, Scannapieco al sax, Di Leonardo alla batteria, Sabatini al pianoforte. Tutti i cavalli di battaglia di un cantante amato dal suo pubblico in chiave Jazz. Applausi e ovazioni, come per Fresu e Sosa, e il Morlacchi per oggi fa il pieno!

Notte quasi insonne perchè anche stanotte Perugia vive fino alle sei della mattina. Ci alziamo faticosamente di buon' ora, lavoriamo un po' e poi andiamo alla Feltrinelli per la presentazione del cd Yatra 2 di Enzo Pietropaoli, edito da JandoMusic. Un' ora piacevole di racconti, chiacchiere con un musicista che da quarant' anni scrive la storia del Jazz Italiano e che ha sempre la freschezza, il garbo, l' entusiasmo dell' artista che ha ancora tutto da scoprire. 

Al termine incontriamo all ' Hotel Brufani Daniele Scannapieco, che ci parlerà del suo strumento, il sax, non prima di un aperitivo con lui e la bella, gentile, affabile Samantha Iorio, che staserà canterà con Mario Biondi all' Arena Santa Giuliana. 
Alle 15 puntuali al sound check del concerto - omaggio ad Armando Trovajoli: un tributo affettuoso dei Maestri Renato Sellani e Danilo Rea. Due pianoforti mille note, le canzoni più belle, reinterpretate da due grandi pianisti. Pubblico entusiasta, applausi a scena aperta, momenti di allegra commozione anche!


Sound check del concerto di Giovanni Tommaso con Danilo Rea, Mattia Cigalini, Francesco Sotgiu che provano all' impronta pezzi Jazzistici complessi ed è un piacere vederli interagire sulle partiture, studiando, scambiandosi dritte, la musica è questo ed assistere ai preparativi è un privilegio.  
Si corre all' Arena per John Legend e la sua voce inconfondibile ci piace, ci piace molto! Soul, pop, arrangiamenti di livello, Arena stracolma, queste digressioni ci piacciono molto e cantiamo con tutto il resto del pubblico, perchè D&D ascoltano anche altro oltre al Jazz! 


Come sempre per arrivare in tempo al Morlacchi dobbiamo andarcene prima del termine del concerto all' Arena. Prendiamo posto e torniamo al Jazz Italiano.  Tre generazioni di Jazzisti in una volta sola che suonano con passione e raccolgono l' entusiasmo del pubblico. Per l' ultimo brano appare anche Daniele Scannapieco che duetta con Cigalini.
La giornata termina e stamattina si ricomincia! 

Ricordate che le foto sono Iphone, e a parte quella di John Legend scattata da Daniela in una breve pausa tra gli scatti, le altre inflittevi sono della Floris che a fotografare non è buona. In Sardegna di dice "cadauno s' arte sua". Ma accontentatevi! A domani! D&D 






domenica 7 luglio 2013

UMBRIA JAZZ 2013 in pillole! Sabato 6 Luglio, secondo giorno.

Oramai lo sappiamo: non si dorme molto la notte qui. E non solo perchè si torna tardi, ma perchè le strade di Perugia sono piene di gente fino alle prime ore del mattino, e il nostro Bed and Breakfast è in pieno centro. Così ci mettiamo l' anima in pace, e una volta sveglie (prestino, come sempre) facciamo colazione e ci mettiamo a lavorare. Dani C. sulle foto, Dani F. sulle parole.  Alle 13.30 dobbiamo intervistare il giovanissimo batterista 19enne Gianluca Pellerito (l' intervista e le foto le vedrete su Jazzitalia), che festeggia quest' anno il decennale (avete letto bene, il decennale) della sua carriera.

Dopo l' intervista a Pellerito, il sound check al Morlacchi, che riapre al Jazz con il concerto del sassofonista Igor Butman con la Moscow Orchestra. 




Si divertono questi musicisti, già al sound check. Con loro una giovanissima cantante australiana, Festine: accennano un "Night in Tunisia", bella voce! E begli arrangiamenti.  Il concerto è piacevole, energico, questi russi suonano come americani. Nessuna "contaminazione"tra paesi diversi. Standards, swing, arrangiamenti impeccabili, qualche incertezza, la cantante deliziosa, pubblico - tra cui una consistente claque - entusiasta.  Piacevole incursione anche del cantante Alan Harris, che duetta con Festine!




Perugia è piena di gente, le strade sono percorse dai Funk -Off, Umbria Jazz entra nel vivo.

All' Arena Santa Giuliana c'è Jan Garbarek con i suoi sassofoni e Trilok Gurtu alla batteria e alle percussioni, e il loro concerto è inusuale e denso di spunti suggestivi. 


Si riparte! A domani! D&D


sabato 6 luglio 2013

UMBRIA JAZZ 2013 in pillole! Venerdì 5 Luglio, prima serata

Blogcronaca del nostro arrivo (foto rigorosamente Iphone e rigorosamente Crevena)

Arrivo in extremis all' ufficio stampa per prendere gli accrediti. Entriamo all' Hotel Brufani trafelate, alle 1845. L' ufficio stampa è in chiusura, stanno staccando la linea internet. Riusciamo a procurarci due foto, Daniela C. firma le liberatorie, Daniela F. si assicura i preziosissimi, piccoli, tenui, deteriorabilissimi fogliettini (gialli per l' Arena Santa Giuliana, verdi per il teatro Morlacchi), che le assicureranno il posto a sedere per seguire tutti i concerti dei prossimi giorni. I piccoli bigliettini, uno per concerto, sono l' incubo della Floris, che vive nel terrore di perderli o che prendano il volo inesorabilmente... come vivessero di vita propria.






Abbiamo i pass! Il più è fatto.
Ci appropriamo della nostra stanza e capiamo che ci sarà da faticare: salite, salite, salite. 
Alle 21 dobbiamo essere all' Arena Santa Giuliana, il primo concerto previsto è quello di Diana Krall. Foto di rito con il nostro Riccardo Crimi (photographer), Umbria Jazz sta davvero cominciando!



No posto a sedere per la stampa (è l' unico evento per il quale siamo arrivate tardi) e foto rigidamente controllate da una gentile ma determinatissima addetta stampa dello staff che raduna i fotografi, ne fa un accurato appello controllando se sono nella lista, dà loro un pass aggiuntivo e spiega che (come previsto) si potrà fotografare solo durante i primi due brani, da una certa distanza. All' ultimo beat del secondo brano tutti i fotografi accompagnati da lei stessa dovranno uscire dall' Arena e reimpacchettare tutte le loro attrezzature. Solo dopo potranno rientrare a seguire il concerto.
Daniela C. mette a punto la sua Nikon in modalità "più veloce possibile", compatibilmente con la propria attrezzatura (il tempo è poco), cercando di carpire qualche foto significativa. La cernita sarà ardua!
Entra Diana, comincia il concerto. 




Canta a lungo, canta Jazz, canta ballate, brani di Tom Waits e Bob Dylan, e Bix Beiderbecke. Atmosfere variegate, la sua voce dal timbro inconfondibile, i ricci biondi, un vestito nero di tulle a farfalle. Bravi, i suoi musicisti, belli i loro soli ...Suggestiva, questa prima serata! E al termine del concerto D&D vanno ai Giardini Carducci a festeggiare il compleanno di Dani Crevena, con Birra, Hamburger e patatine fritte: un toccasana!




Si torna a casa, per fortuna in discesa. A domani! 

martedì 2 luglio 2013

Quattro domande di una vaghezza da incubo a Zeno De Rossi


ZENO DE ROSSI


NATO A VERONA (VENETO)
STRUMENTO: BATTERIA


Cosa significa la musica per te?
E’ una delle parti buone della vita, una compagna di viaggio che mi ha portato in posti di straordinaria bellezza, luoghi che non avrei mai potuto immaginare senza.

Cosa provi suonando la batteria?
La batteria per me è solo un mezzo per esprimermi, per fare musica. Ci sono serate in cui tutto succede nel modo più naturale possibile, in cui sento veramente lo strumento come un estensione del mio corpo e serate invece dove non entro proprio in sintonia con esso. L’esperienza e la tecnica aiutano ad uscire nel miglior modo possibile da queste situazioni ma fortunatamente ancora molte cose rimangono per me straordinariamente misteriose.

Cosa è il Veneto per un veneto?
Difficile rispondere a questa domanda. Sono nato e cresciuto a Verona, un luogo dove non mi sono mai sentito veramente a mio agio. Mi sembra però che negli ultimi anni le cose siano peggiorate parecchio, almeno dal mio punto di vista. Ora, quando non sono in qualche hotel in giro per il mondo, vivo in Emilia e a Verona ci torno ogni tanto per trovare la mia famiglia e gli amici, ma non mi manca per nulla.

Perché hai scelto il Jazz?
E’ stato un processo naturale e lento di assimilazione. Fortunatamente mio padre aveva una buona collezione di musica tra cui parecchio jazz. Miles Davis, John Coltrane, Don Cherry, Art Blakey per citarne alcuni, erano ascolti che ho assimilato per anni inconsapevolmente. E’ entrato nella mia pelle sempre più profondamente, ascolto dopo ascolto e non se ne andrà più.